AGRITURISMO IL GIRASOLE

Per anni l’agriturismo il girasole è stato il regno silenzioso di mia mamma Giusy.

Si alzava prima dell’alba per preparare le torte, controllava le stanze una a una, sceglieva personalmente i fiori freschi per i tavoli e per gli esterni. Conosceva gli ospiti abituali, le allergie dei bambini, il vino preferito delle coppie che tornavano ogni estate.

Non era solo un lavoro: era la sua casa aperta al mondo.

Poi, una mattina di primavera, mi chiamò in cucina sul tavolo c’erano i quaderni delle prenotazioni, le ricette scritte a mano. La luce entrava dalle finestre e illuminava la farina ancora sparsa sul piano di legno.

Siediti, disse, togliendosi il grembiule. La guardai sorpresa. È successo qualcosa?

Sì, rispose con un sorriso tranquillo. È successo che è il momento giusto. Per molto tempo  ho curato questo agriturismo come si cura un giardino prezioso: con costanza, pazienza e una presenza quotidiana. Ho visto stagioni buone e stagioni difficili, estati piene di risate e inverni di silenzio.  Da oggi lo gestisci tu, disse semplicemente.

Rimasi in silenzio. Conoscevo ogni angolo di questo posto, ci sono cresciuta dentro.  Da anni aiutavo e sempre di più avevo responsabilità della gestione prenotazioni ,cura dei clienti così come degli appartamenti, confesso che me lo aspettavo ed ero felice e pronta ad assumere il ruolo.  In quel momento ho sentito un forte senso di appartenenza e condivisione del progetto nato con sacrifici molti anni prima .

Potevo raccogliere i frutti di tanto lavoro e portarli avanti con entusiasmo.  Ho creato il sito internet, organizzato piccoli eventi con produttori locali, preparato piatti locali torte , biscotti, aggiunto qualche tocco più moderno alle camere, senza togliere il calore che mia madre aveva creato. Ogni scelta era un equilibrio tra innovazione e memoria. I clienti tornavano  soddisfatti del luogo e della  continuità familiare.

L’agriturismo non ha cambiato anima!  E’ Continuato a essere lo stesso luogo di sempre — solo con una nuova voce a raccontarlo.

E oggi passati anni da quel giorno mi trovo cresciuta e felice di poter ripetere ai miei figli ciò che ho ascoltato dalla loro nonna Giusy.

E’ un’altra volta il momento giusto!

Sempre più ospiti chiedono di visitare i vigneti , di assaggiare, di capire, vogliono vivere il vino.  È tempo che questo posto  evolva,  quelle che per anni sono state le camere si trasformeranno e  diventeranno il cuore delle  degustazioni.

La nostra storia è nel vino.

Dobbiamo raccontarla, le degustazioni non sono solo assaggi, sono incontri. Gli ospiti devono sentire quello che c’è dietro ogni sorso. Negli ultimi mesi abbiamo iniziato a immaginare un nuovo assetto. Eventi tra i filari, percorsi sensoriali, abbinamenti con i prodotti locali.
Dario, mio figlio,  dopo aver fatto una splendida esperienza al Consorzio della Vernaccia di San Gimignano è pronto a fare un passo in più,

raccontando la vita del “ nostro” vino.

Ecco perché stiamo trasformando nuovamente l’agriturismo.

I gazebi affacciati sulla piscina e la splendida vista su San Gimignano sono diventati un angolo di paradiso per gli aperitivi al tramonto. Tra le vigne, Dario organizzerà percorsi guidati, spiegando  le scelte di potatura, il lavoro in cantina, le differenze tra le annate. E non sarà impossibile incontrare il Nonno Giovanni , custode geloso di queste terre, una occasione per condividere con gli ospiti la nostra storia, brindando, guardando le colline, assaporando il gusto di tanto impegno.

L’agriturismo non perde la sua anima. La trasforma ancora una volta. Diventa un posto dove fermarsi ….ad ascoltare!

Quando il sole  scende lento dietro le colline, colorando di arancio i filari delle vigne si può trovare mio padre : il “nonno Giovanni”  seduto sulla vecchia panchina di legno davanti alla nostra casa. Le sue mani sono grandi, segnate dal tempo e dalla terra, mani che per una vita intera hanno potato, legato tralci, raccolto grappoli maturi sotto il caldo dell’estate.

Vedi queste vigne? dice spesso a chi gli è vicino,  quando ero giovane   ho iniziato a lavorarci, all’inizio erano poche file ,ogni anno ne aggiungevo una, con pazienza. Non è stato sempre facile, ci sono stati anni di grandine, di freddo, di raccolti scarsi. Ma la terra insegna una cosa importante: se la rispetti e ci lavori con il cuore, prima o poi ti ripaga.
Io ormai ho fatto la mia parte, ripete sempre .
Ma questa terra, queste viti… non sono solo campi, sono anni di fatica, di speranza, di mattine all’alba e di vendemmie, sono la mia vita!  E infatti ancora oggi a 85 anni continua incessantemente a lavorare in quei filari da cui non riesce a staccarsi.

L’eredità del nonno Giovanni e della Nonna Giusy non sono solo i campi, ma la storia di una vita intera vissuta tra quei filari. Vi racconteremo il lavoro  di tutta la nostra famiglia Tarantino,  custodi sapienti della terra e del lavoro quotidiano che oggi il nonno vede ancora in parte nelle sue mani e in parte è nelle mani di mio fratello Antonello che ha concentrato il suo lavoro nella lavorazione della vigna aggiornandosi a tempi anche con la raccolta meccanizzata dell’uva.

Conoscono le vigne  una per una, come si conoscono i volti delle persone care.

Dario e Sara, i miei figli, e mio nipote Mattia da bambini correvano nei filari tracciati come in un disegno perfetto.  Tralci ordinati e curati seguono la curva del terreno con eleganza,  i grappoli, ogni settembre, ancora oggi, maturano e si donano alla vendemmia.

Non era raro che rincorressero il nonno pregandolo di poter salire sul trattore , magari con gli amichetti ospiti dell’Agriturismo che provenienti dalla… Città non avevano mai visto un mezzo di trasporto con le ruote così grandi.

E in questa terra c’è il lavoro di una vita. Ho imparato a conoscerla stagione dopo stagione. Mi ha dato soddisfazioni, ma solo perché l’ho amata curata e rispettata ripete ancora mio padre.

Non abbiate fretta, questa vigna non ama l’impazienza.

E mio padre anche se non più giovanissimo è sempre presente, fianco a fianco, in un silenzio pieno di complicità.   Non è solo un passaggio di responsabilità, ma un dialogo continuo tra esperienza e futuro.

Dario, Sara e Mattia non sono più i nipoti che aiutano, sono i  custodi di una fiducia.

So che tutti i giovani della nostra famiglia comprendono che l’eredità non è soltanto una vigna pregiata. E’ la scelta consapevole della Famiglia che, pur essendo ancora tutta presente, ha deciso di condividere ciò che ha di più prezioso con loro e  tra le colline illuminate dal tramonto, la stessa vigna continuerà a respirare  a vivere,  come ha sempre fatto,  solo con tre generazioni a custodirla insieme.